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DIGITALFOOD

Le restaurant best practices su Instagram

restaurant best practices

Un insta-viaggio tra i migliori profili…le restaurant best practices!

Ci dichiariamo colpevoli: nell’ultimo mese abbiamo scrutato Instagram tra foto, hashtag e registrazioni, alla ricerca delle restaurant best practices tra le proposte in ambito Restaurant.

Abbiamo viaggiato virtualmente da nord a sud e ritorno.

Cercavamo casi dall’impronta caratteriale forte e riconoscibile. Una grid di immagini che facesse subito percepirne l’atmosfera e dicesse: benvenuti nel nostro mondo, nella nostra idea di cucina, qui vi coccoliamo in questo modo.

Ne abbiamo scelti cinque, quelli che ci piacciono di più. Diversi tra loro, tanto nelle proposte food quanto nelle soluzioni d’ambiente.

Ricercavamo lo stile e qui l’abbiam trovato.

THE COFFEE POT

L’effetto simil trompe-l’oeil dettato dal nome non vi inganni. Nessuna caffetteria.

Presente in splendide location: a Roma Trastevere e Piazza Bologna, così come in Sardegna a Porto Rotondo, The Coffee Pot elimina la monotonia di etichettare un locale come “etnico”.

Ci troviamo in un’ esperienza culinaria mix and match: Japanese\MexicanFusionSushi, si evince dalla bio. Nel profilo le proposte food flirtano con le nostre papille gustative promettendoci un avventuroso esotismo culinario. Ai piatti immortalati di plongèè si intervallano scorci delle location: un indoor fatto di pareti raw, il colore come scelta nei dettagli e il giardino pendente che scende qua è là dal soffitto a Roma. Un buen retiro total white composto di cuscini e zone relax,invece, per quanto riguarda Porto Rotondo.

Evocativo salto quantico nel decidere di postare grafiche in stile Mexican: una coloratissima Frida Kahlo compare tra la sala e un Burrito Sashimi, piante d’agave sparse nel locale e piatti che sembrano brevi poesie come lo Ceviche Roll Ripieno di Gamberi Marinati in salsa Lime e Zenzero con top di Spigola Scottata.

I post sulla selezione musicale sono una chicca che parla da sè: l’esperienza emozionale on e off-line è a 360 gradi.

La pagina instagram conta ben 2.899 follower, inoltre su Facebook leggiamo con piacere recensioni che narrano di cocktail da perdere la testa. Bravi!

 

THE SMALL MILANO

Complice un endorsment fatto (anche) di diverse celebrities, The Small si racconta in scatti che immortalano la clientela quanto il locale. Un ambiente che si capisce essere piccino ma la cui esplosione di commistioni ci fa semplicemente impazzire di gioia.

Poche foto dall’alto, in barba alle regole della food photography? Maybe.

Meglio l’immagine restituita da riflesso su specchi rotondi, che sembrano oblò, dove vanesie cheescake d’autore, mise en place barocche e statue si scattano seflie. Il tutto è pop, deciso, colorato e ci piace da matti.

Così mentre un mezzobusto giallo dichiara di voler “abbracciar per sempre la felicità” e gigantografie di cuori rosso passione pretendono, a ragione, più spazio per amare, più di 11 mila follower si perdono nella fantasia di una pausa pranzo creativa, un weird-brunch che risolleverebbe da qualsiasi coma o di una cena d’ispirazione. Che si consumino nel dehors o indoor, le proposte sono mediterranee e appaiono fresche, semplici nella composizione eppure d’impatto.

Ci perplime quanto stupisce, voto 10.

 

OBLÒ STREET FOOD VERONA

LI dichiariamo colpevoli: una volta finito lo studio del loro profilo ci siamo ritrovati affamati, con le nostre schiscette come magre consolazioni.

Di scorcio vedremo, in tutta la loro abbondanza: hamburger, sandwich aperti, salmone roseo e pankaces succulenti e.. Ok ci fermiamo sennò ci torna la fame.

Che quello dello street food non sia solo un trend del momento, qui si evince chiaramente. Lo street food per Oblò è una cosa seria, uno stile d’amore per la cucina: sia per chi la fa, che per chi la apprezza: a pranzo, in easy dining o per il brunch. Belli gli scatti del team, accompagnati da una caption stile “humans of…”. Per di più perchè lo staff è giovane. Personale e accattivante. Da seguire e… Provare!

 

VAL DI ROSE Charming Rooms

Non ci sono dubbi: Irene Berni e Paolo Moretti, in arte Miss e Mister Val di Rose, ci sanno fare, e molto anche. Da tempo i coniugi danno vita a un sophisticaded sogno pastello dall’atmosfera tidiness e basic che tuttavia non annoia. #nonilsolitoprofiloshabby insomma. Quello di Val di Rose è un Instagram fieramente vecchio stile: quello che amava l’armonia cromatica e il minimalismo di buon gusto. Il  bien vivre pulito che trasuda rilassatezza foto, dopo foto, dopo foto.

Tu apri Instagram, digiti Val di Rose e sei già in vacanza in Toscana. Non importa se invece sei bloccato nel traffico, sotto la pioggia e senza ombrello e l’unico accenno alla natura è un’aiuola, calpestata pure. Sì, perchè Val di Rose è, a tutti gli effetti, una locanda dalle eleganti camere fotografate con gusto negli arredi. Le proposte in termini food si focalizzano in modo particolare sulla colazione (ma non solo): i dolci fatti in casa da Irene sono poesia soffice e par di sentirlo, si, l’aroma di quel caffè nero, forte che arriva direttamente dalla moka. Parafrasando il titolo del suo libro, “quello che piace a Irene” non si limita alla cucina, ma nello stesso stile si occupa attivamente di soluzioni diy e composizioni floreali, prediligendo la lavanda.

Coerente e piacevole: un sospiro di sollievo.

 

MAG CAFÉ

Metti Milano, il suo cuore più intimo. Siamo sulla verde, direzione Abbiategrasso, la fermata è p.ta Genova. Indirizzo degli artisti, tappa bohemienne i cui i punti cardinali sono scanditi dalla presenza di locali storici come, appunto, il Mag.

Ci troviamo in Ripa di Porta Ticinese, qui tra mezclas che fanno da base a sofiticati cocktails. Ci rilassiamo ordinando un “to improve the circulation” o uno dei cocktails indicati tra le pagine del menù: in genere un grande classico della letteratura prestato al mondo delle polibibite. Anche qui, il lavoro dello storytelling è parecchio agevolato dalla particolarità del locale: piccolo ma generoso in termini di decorazioni, dettagli che sono vere e proprie presenze. Nello storico delle foto, alle volte, fa capolino un riferimento al 1930:

Il locale “segreto” che fa da spin-off del MAG, cui si accede molto, molto, difficilmente. Di fatto nessuno sa come entrarci,nè tantomeno sa dove esattamente si trovi. Su Instagram gli scatti prediligono le tinte scure, eccezion fatta per le foto dei cocktails fatti e finiti. I barman sono immortalati in azione suggerendo movimento, professionalità e grande maestria nell’atto della preparazione: tutte variabili che possiamo facilmente distinguere sorseggiando una loro creazione.

Affascinante anche la clientela, una community di quattromila follower che non manca di alimentare l’engagement con tag e menzioni, oltre che con le numerose fotografie geolocalizzate nel locale.

 

Queste le nostre proposte preferite. Voi? Quali sono i profili Restaurant che amate di più?

 

Tags : food bloggingfood photographyinstagramrestaurantstreet food

The author Monster-Chef

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