close
FRIENDS

Letizia Terra – Senza è buono

letizia-terra-monster-chef

Intervista a Letizia Terra – Senza è buono:

Le professioni legate al mondo della cucina sono tante, tantissime. Oggi vi raccontiamo la storia di una foodblogger davvero speciale: lei è Letizia Terra scrive per ricordare che chi è intollerante, può mangiare in modo appagante, ecco perchè Senza è buono!

Come hai cominciato a scrivere?

Ero piccola, quando ho scoperto l’amore per la cucina. Ogni domenica, sbirciavo la mia nonna paterna mentre preparava la pasta fresca, tra sbuffi di farina e uova fresche. Guardavo rapita le sue mani rugose che lavoravano l’impasto, con vigore e che sapientemente, lo trasformavano in ravioli, tagliatelle, lasagne e maltagliati. Non ho mai pensato di frequentare corsi. Mi sono sempre affidata all’istinto, al mio gusto personale, alla creatività. E di riviste ne ho acquistate moltissime, tanto da avere una vera collezione. E con l’avvento della cucina in tv non perdevo mai una trasmissione. Crescendo, accanto alla passione per la cucina, si è affacciato anche l’amore per la scrittura.

All’Università ho sempre preparato io, con grande piacere, pranzo e cena per gli amici e coinquilini. E poi…un giorno, ho deciso di aprire il mio blog. È stato un attimo. Ho acceso il computer, ho cercato un template e in pochi minuti è nato Senza è buono. Era il settembre del 2014 e, in un unico posto ho potuto far confluire le mie due passioni.

Perché Senza?

In ogni ricetta pubblicata, c’è sempre una ricerca degli ingredienti migliori, di prima qualità. C’è una sperimentazione, ci sono più tentativi, finché non raggiungo il risultato ottimale e finché non sono certa che la ricetta sia di sicura riuscita. E questo percorso è diventato un cammino quotidiano quando in famiglia, si sono evidenziate diverse intolleranze. È stato proprio allora che ho dovuto indagare sulla questione celiachia: fino ad allora, infatti, per me questo discorso era quasi del tutto sconosciuto.

Ho dovuto imparare quali sono i cibi permessi e quali no. Chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine, infatti, non può mangiare frumento, farro, kamut, o orzo. Via libera, quindi a cereali alternativi come riso, mais, sorgo, tef, miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno.

Bisogna comunque riconoscere che i celiaci oggi usufruiscono di un’ampia scelta di prodotti. Basta guardare tra gli scafali dei supermercati per scoprire un’infinita varietà che prima non esisteva: merendine, pane, cracker, biscotti e poi i famosi mix che hanno una resa eccezionale negli impasti. Tuttavia, leggendo le etichette, si possono trovare ingredienti poco sani come zuccheri raffinati in abbondanza e addensanti.

E gli ingredienti?

Ho scelto, sin dall’inizio, che non avrei mai utilizzato, nelle mie preparazioni, questo tipo di ingredienti, ma solo farine naturali. E poi, per motivi salutistici, ho scelto di non usare più zuccheri raffinati, quindi dalle mie ricette sono bandito lo zucchero bianco e quello di canna. Utilizzo unicamente zucchero di cocco integrale o di canna grezzo, quello scuro, per capirci. I miei dolci, infatti, si “riconoscono” perché sono tutti di colore brunito.

Altre volte utilizzo dolcificanti alternativi, ma sempre naturali, come l’acero, l’agave, ma anche lo sciroppo di riso, o il miele se non si tratta di ricette vegan. E poi, altri ingredienti banditi sono i latticini. Solo late vegetale di mandorla, di riso o di nocciola. Niente burro né panna. Ma “sostituti” fati in casa. Spesso, inoltre, sperimento preparazioni anche senza uova: cerco di spingermi oltre determinati confini, proprio per dimostrare, come dice il nome del mio blog, che nonostante una ricetta sia senza qualcosa non significa che sia meno buona.

Come ha risposto il pubblico?

Nel corso di questo anno e mezzo, tramite Senza è buono sono venuta in contato con moltissime persone, così tante che mai avrei immaginato. Persone che hanno lasciato comment, che hanno provato le mie ricette. E poi moltissime blogger. Con una di queste, ha preso vita un’iniziativa, che è partita a marzo 2015. Una raccolta di ricette mensile, L’orto del bimbo intollerante, tuta dedicata a bambini che soffrono di intolleranze alimentari. Ogni mese è stata effettuata una selezione seguendo la stagionalità, frutta, verdura e un’intolleranza (glutine, lattosio, uova, lievito) e sono state invitate food blogger e non solo a mettersi in gioco, a sperimentare piatti appetibili per bimbi e mamme alle prese con questa problematica.

Sin dal primo mese l’iniziativa ha avuto riscontri positivi coinvolgendo diversi blogger. Per alcuni è stata un’esperienza nuova, in quanto non avevano mai avuto modo di preparare piatti destinati a persone intolleranti. Il risultato è stato sorprendente perché hanno creato meraviglie e hanno dimostrato che non è così difficile preparare piatti senza glutine, o senza lattosio, o addirittura senza uova, ma soprattuto che non si rinuncia al gusto, anzi!

L’orto del bimbo intollerante

E dopo un anno intero, l’esperienza si sta concludendo con un’iniziativa finale un po’ più articolata: L’orto del bimbo intollerante

Entro il 15 maggio tutti, foodblogger e non, sono invitati a sperimentare di nuovo, ma questa volta con una rosa di ingredienti più ampia tra cui scegliere. La raccolta è iniziata da pochi giorni e già sono arrivate alcune ricette: questo conferma che il progetto è stato accolto nuovamente con entusiasmo e partecipazione. Per me cucinare significa dare forma a una vera passione, realizzare ciò che l’istinto mi suggerisce, senza alcuna regola. Cucinare è anche libertà di esprimersi, senza costrizioni di nessun genere. È poesia. È amore infinito per il cibo e per la propria salute.

Infine, voglio ringraziare questo portale per avermi ospitata. In verità, ho conosciuto Monster-chef per caso, girovagando sul web. Ho scoperto il gruppo prima su Google Plus e poi su Facebook e ho immediatamente richiesto l’iscrizione, perché trovo che sia un canale molto utile, non solo per rimanere aggiornati sulle ultime novità di cucina e sui corsi, ma anche per conoscere nuovi chef e foodblogger che hanno in comune con me l’amore per il cibo.

Un amore che per me ha un significato profondo: cucinare vuol dire dare forma a una vera passione, realizzare ciò che l’istinto mi suggerisce, senza alcuna regola. Cucinare è anche libertà di esprimersi, senza costrizioni di nessun genere. È poesia. È amore infinito per il cibo e per la propria salute.

Potete trovare Letiza su Facebook: Senza è buono
e sul suo portale: senzaebuono.altervista.org

Tags : bambini intollerantigluten freeglutenfreeintollerantikamutl'orto del bimbo intollerantelattosioletizia terralitiziarecette senza zuccheroricette glutenfreericette per bambini intollerantiricette senza glutinericette senza lattosiosenza è buonosenza glutinesenza lattosiosenza uovaterravegan intolleranze

The author Monster-Chef

Leave a Response

quattro × cinque =